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CASTELLO DI SANTA MARINELLA
Castello Odescalchi a Santa Marinella
L'origine del castello di Santa Marinella e' da collegarsi con i potenti Signori Di Vico, feudatari di un'ampia area del litorale laziale, costruttori nel medioevo di numerose fortezze e torri. Ai Di Vico seguirono numerosi altri proprietari quali i Galeria, gli Anguillara, gli Orsini, la Camera Apostolica che l'aveva affidato all'Ospedale romano di Santo Spirito in Sassia.
Pervenne infine ai Barberini che elaborarono un nuovo progetto di ristrutturazione del vecchio fortilizio che forme giunte a noi. Nel 1773 i Barberini cedettero il castello di nuovo alla Camera Apostolica la quale nel 1887 rivendette il castello agli Odescalchi, attuali proprietari.
Il castello venne costruito sul litorale, sfruttando i resti di una villa d'epoca romana appartenuta probabilmente al giurista romano Ulpiano. Il castello sorge tra un parco di spettacolari pini marittimi su un'altura a ridosso del piccolo porticciolo. E' costituito da cinta muraria quadrata con merlature sommitali. All'interno delle mura, attraverso un elegante portale si apre un cortile su ci si affaccia il poderoso Maschio.
Il Castello è visitabile anche con guida su richiesta, è possibile organizzare meeting, cerimonie e mostre.
Sito Ufficiale: http://www.castellosantamarinella.it/






CASTELLO DI SANTA SEVERA
Castello del Santo Spirito a Santa Severa
Il castello e' citato per la prima volta in un documento del 1068 quando, nel periodo di maggiore incastellamento delle campagne del Lazio, fu donato da Gerardo di Galeria all'Abate Berardo, monaco dell'Abbazia di Farfa, insieme alla Chiesa del borgo.
Rimase proprieta' dei monaci fino al 1130 quando passo' al Monastero dei Benedettini di San Paolo che eredito' il castello, le chiese, le terre, i boschi e il porto. L'importanza del castello crebbe insieme a quella del borgo, luogo sempre piu' vivace di sbarco e commercio marittimo e, a partire dalla meta' del XIII secolo, la sua proprieta' passo' nelle mani alcune famiglie nobili romane.
Nel 1465 i fratelli Anguillara ultimi proprietari entrati in conflitto con papa Paolo II vennero scomunicati e tutti i loro beni confiscati dalla Camera Apostolica. Sotto papa Sisto V il castello fu donato all'Ospedale di Santo Spirito al quale rimase per molti secoli. Fu probabilmente costruito intorno nel XIV secolo su strutture precedenti.
La storia
Il borgo medievale di Santa Severa vanta origini molto antiche. La prima documentazione scritta nella quale compare il nome del luogo risale all’anno 939, ma in realtà esso si sviluppò nel luogo in cui già sorgeva l’insediamento etrusco di Pyrgi, legato al famoso santuario di Leucothea, nel quale è stata rinvenuta la celebre lamina d’oro con iscrizione bilingue etrusco-cartaginese.
Nel periodo romano l’insediamento rimase relegato ai margini della grande storia, per venire distrutto dalle incursioni saracene nel IX secolo.
A cavallo tra il X e l’XI secolo venne edificato sul posto dai conti della Tuscia un fortilizio “dedicato” alla giovane Severa, che era stata martirizzata nel 660 in un luogo poco distante.
La prima documentazione scritta del castello risale al 1068, quando il conte di origine normanna Gerardo di Galeria lo donò, insieme alla chiesa, all’abbazia di Farfa, che rappresentava uno degli enti ecclesiastici più importanti del Lazio medievale. S Severa rimase proprietà dell’abbazia fino al 1130, quando papa Anacleto II la donò all’abbazia di S. Paolo fuori le mura.
Nel corso dei secoli XIII e XIV il castello divenne proprietà di diverse nobili famiglie romane, come, ad esempio, quella degli Orsini, alla quale si deve la costruzione delle mura a ridosso del castello, per poi passare nel XV secolo agli Anguillara.
Tra il XVI e il XVII secolo il castello divenne luogo di sosta e di soggiorno prediletto dai papi: tra i molti, vi soggiornarono papa Gregorio XIII (1580), Sisto V (1588) e Urbano VIII (1633).
Dopo il seicento, considerato il periodo del suo massimo splendore, seguì una lunga e lenta decadenza. Nel 1943 fu utilizzato dai Tedeschi come postazione militare strategica.
In anni recenti il castello è stato oggetto di un intenso e definitivo recupero da parte della pubblica amministrazione. Ultimamente sono venute alla luce due importanti scoperte archeologiche: un tratto di mura poligonali databili III secolo a.C e alcuni tratti di mura risalenti al XIII secolo.
L’architettura
Dell’antico castello voluto dai conti di Tuscia non rimane pressoché nulla. Il suo aspetto attuale risale ai rifacimenti cinqucenteschi che lo vollero a pianta quadrilatera. La prospettiva più suggestiva per visitare il castello è quella dalla parte del mare, soprattutto all’ora del tramonto, quando la pietra si tinge di sfumature dorate che si specchiano nel mare in un gioco di riflessi dalle tonalità che vanno dall’oro al rosa all’azzurro.
Da questa visuale il castello si offre al visitatore come una mole squadrata leggermente svasata alla base per assorbire l’urto dei flutti del mare, priva di finestre, se non nella parte più alta, e caratterizzata dalla presenza di quattro torri angolari, due rettangolari e due cilindriche, e da un mastio, anch’esso cilindrico, collegato al complesso da una passerella.
Arrivando dalla strada, invece, è la prima cerchia di mura settecentesche che accoglie il visitatore. Oltre questa cerchia di mura sorge il piccolo borgo medievale, che, con le sue stradine in pietra e gli archi volanti che uniscono le costruzioni e la chiesta dell’Assunta, mantiene tutto il fascino di un passato remoto eppure vivo e ancora palpitante. Oltre questo gruppo di case sorge la seconda cerchia di mura, erette nel XVI secolo. Infine, preceduta dai resti di un antico fossato, sorge il terzo e ultimo anello difensivo, turrito e merlato, voluto nel XIV secolo dai potenti Orsini.
Da guardare con attenzione
Il suggestivo maschio del castello di Santa Severa, conosciuto con il nome di “torre saracena”, si presenta come un alto cilindro collegato al corpo centrale da un ponte di legno. Edificato nel XII secolo, esso sorge probabilmente su una preesistente strutture di avvistamento voluta da Leone III nel IX secolo in funzione di controllo territoriale contro le incursioni saracene che devastarono il litorale a partire dall’ VIII secolo.
La forma attuale della torre risale agli interventi di restauro e ristrutturazione voluti nel XVI secolo dallo storico e letterato monsignor Bernardino Cirillo.
Negli anni ’70 la torre fu impropriamente adibita a casa di vacanze. Attualmente, al suo interno una scala a chiocciola moderna conduce alle tre stanze circolari ( le prime due sono dette “fondo di torre” e “corpo di guardia”) arredate con pannelli didattici che illustrano la storia del castello e del borgo e con riproduzioni di armi antiche e costumi medieva.li.
Dalla sommità della torre si può ammirare una suggestiva veduta del castello e la vista può spaziare lungo un ampio tratto di litorale compreso tra Capolinaro e Torre Flavia.
Il Castello è visitabile, anche con guida a richiesta.
E' possibile organizzare meeting, cerimonie, eventi e mostre e nella stagione estiva vengono organizzati concerti e spettacoli.
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